Il referto di una partita di rugby: cosa deve contenere e come smettere con la carta
Formazione, marcature, tesseramenti e firme. Cosa serve in un referto di rugby, perché la carta si perde e come chiuderlo dal telefono senza dimenticare niente.
Il referto è l'unico documento della partita che sopravvive alla partita. Il risultato lo sanno tutti già negli spogliatoi, ma chi ha giocato, quanti minuti e cosa è successo al 63' resta scritto solo lì.
E nella maggior parte dei club è ancora un foglio di carta.
Cosa contiene un referto di rugby
Cambia qualcosa da un campionato all'altro, ma la sostanza è la stessa ovunque:
- Le due squadre con i tesseramenti. Nome, numero di maglia e numero di tessera FIR di ogni giocatore in distinta.
- La formazione dall'1 al 15. Con i ruoli, non solo l'elenco.
- La panchina fino al 23. E le sostituzioni, con il minuto e chi entra al posto di chi.
- Le marcature. Meta, trasformazione, calcio piazzato e drop, ognuna con il marcatore e il minuto.
- I cartellini. Giallo o rosso, con il giocatore e il minuto.
- Il risultato finale e la firma dei due dirigenti o allenatori, e dell'arbitro quando il regolamento lo chiede.
Sembra poco finché non ti tocca compilarlo a mano al 70' mentre stai facendo un cambio.
Perché la carta non funziona
Non è colpa della carta. È colpa di quando si compila.
Un referto su carta si compila dopo, a memoria e di fretta. E a memoria succede quello che succede: il minuto della seconda meta è approssimativo, l'uscita del numero 8 non l'ha segnata nessuno e la tessera di un under 18 è copiata male.
Poi c'è l'ovvio: si bagna, si perde nel bagagliaio e per averlo sul computer bisogna ribatterlo da capo.
Segnare mentre succede, non dopo
La differenza tra un referto fatto bene e uno fatto così così non è il formato, è il momento.
Se registri ogni marcatura mentre accade, alla fine non devi ricordarti niente. Il punteggio si aggiorna da solo a ogni meta e a ogni calcio piazzato, i minuti restano segnati nel momento esatto, e al fischio finale il referto è già scritto: basta chiuderlo.
E c'è un premio che il primo giorno non si vede. Se le marcature sono registrate, a fine stagione hai i minuti giocati, le mete e i cartellini di ogni giocatore senza aver fatto nemmeno un foglio di calcolo. Escono da soli, perché li avevi già segnati.
Cosa pretendere da un referto digitale
Se cambi la carta con un'app, che sia una che rispetta queste quattro regole:
- Che funzioni al campo. Tanti campi non hanno una copertura decente. Se lo strumento ha bisogno di internet per registrare una meta, non serve.
- Che si stampi in A4. Il tuo comitato può chiederti un documento stampabile con le tessere, non un link.
- Che lo firmino tutte e due le squadre. Un referto senza la firma dell'allenatore avversario non vale niente.
- Che si compili da solo con quello che hai già fatto. Se hai preparato la formazione nell'app, il referto non te la può chiedere di nuovo.
E le tessere
È il dettaglio che si dimentica sempre. Il numero di tessera non è un dato della partita, è un dato del giocatore, e deve stare nella sua scheda fin dall'inizio.
Se c'è, il referto lo mette da solo. Se no, qualcuno starà copiando ventitré numeri a mano ogni fine settimana, e un referto su cinque uscirà con una cifra sbagliata.
Controlla anche se la federazione o il tuo comitato regionale usano già un sistema online per la distinta ufficiale. In quel caso è quella che conta per il campionato; quello che tieni nel club è tutto ciò che lì non c'è: chi ha giocato quanto, chi ha segnato e la stagione intera in un solo posto.
In Kanteo il referto si compila con la formazione che hai già preparato e le marcature registrate durante la partita, si chiude firmato dai due allenatori ed esce in A4 con le tessere. Guarda come funziona il giorno della partita oppure crea il tuo club in due minuti.